No al licenziamento del ferroviere Riccardo Antonini!

Mercoledì 15 Febbraio scorso è venuto a Genova, presso il Circolo Autorità Portuale di Via Albertazzi, su invito del Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali, il ferroviere Riccardo Antonini, recentemente licenziato dalle Ferrovie Italiane, per aver prestato opera di consulente ad alcuni famigliari delle vittime e della Filt-Cgil di Lucca nell’incidente probatorio (ambito che precede il processo nella formazione di prove irripetibili), riguardo all’incidente ferroviario avvenuto nella notte del 29 Giugno 2009, presso la stazione di Viareggio. Un carrello si ruppe, alcune cisterne deragliarono con fuoriuscita di gas altamente pericoloso che, incendiatosi, diede luogo ad una esplosione, provocando la morte di 32 persone e ustioni gravissime per altre, oltre alla devastazione di una area urbana non da poco. Di fronte ad una platea attenta e numerosa di lavoratori del porto e di cittadini genovesi, accorsi a dare la loro solidarietà al ferroviere ingiustamente licenziato, lo stesso Antonini ha sostenuto che questo incidente non è stata una fatalità, ma una strage annunciata e consumata sull’altare del profitto, dello sfruttamento e del disprezzo della vita umana, una strage tipica del modello economico capitalistico. La logica d’impresa che guida oggi il capitalismo impone di abbassare drasticamente i livelli di sicurezza per aumentare i profitti, a discapito della salute e della vita dei lavoratori e dei cittadini, sia di coloro che si servono in qualità di utenti del trasporto ferroviario, sia di quelli, come nel caso dell’incidente di Viareggio, che abitano o transitano casualmente nei paraggi della rete ferroviaria.  Ricordiamo che le Ferrovie Italiane hanno deciso di licenziare Riccardo Antonini il 7 Novembre 2011, dopo averlo precedentemente diffidato e poi sospeso dal lavoro per 10 giorni. Alla base del licenziamento vi è la motivazione di “essersi posto in un evidente conflitto d’interessi. La classe capitalista che dirige le aziende italiane ha una singolare maniera di intendere il conflitto di interesse. Se alcuni di loro sono stati, nel recente governo Monti, nominati Ministri di importanti ministeri produttivi e siedono contemporaneamente in consigli di amministrazione di aziende private importanti e talvolta strategiche per il nostro paese, allora non compare la nozione di “conflitti di interesse”, mentre se un lavoratore mette la sua professionalità e la propria esperienza lavorativa a favore di una causa, che vuole riportare sicurezza di chi lavora nel suo ambiente in favore dei colleghi e dei cittadini e esige giustizia per delle morti innocenti, a causa di una voluta incuria a nome del profitto, ecco che allora compare la nozione di conflitto di interessi. Da ciò si può dedurre che se il conflitto di interessi coinvolge le alte cariche dello stato (sia del passato governo Berlusconi, come per l’odierno governo Monti), allora il conflitto di interessi non sussiste, mentre se a parlare contro le ingiustizie della propria azienda è un dipendente, un lavoratore, un cittadino che vive del proprio lavoro, ecco allora apparire in tutta evidenza il conflitto di interesse. Per i capitalisti del nostro paese conflitto di interesse non è essere ministro che elargisce fondi alla azienda di cui il ministro è uno dei padroni, ma è il lavoratore che attacca la propria azienda dove lavora, in nome di un ambiente lavorativo più sano per sé, per i propri compagni di lavoro e per i cittadini utenti che di quel lavoro sono fruitori.  Come si può ben capire anche la stessa nozione di conflitto di interessi è utilizzata dalla classe capitalista in maniera fuorviante e con una forte connotazione di classe. Tra le altre motivazioni del licenziamento si citerebbe anche la presenza dello stesso Antonini il 9 Settembre 2011, alla festa del Pd di Genova, al Porto Antico, dove l’Amministratore Delegato del Gruppo Ferrovie Italiane, Mauro Moretti, è stato duramente contestato dall’Associazione dei familiari delle vittime della strage di Viareggio, che continua a chiedere le dimissioni di Moretti e solo a Viareggio ha raccolte circa 10.000 firme a questo proposito. Alla contestazione avvenuta alla Festa del Pd presero parte anche alcuni gruppi No Tav, disturbando il dibattito previsto e lo stesso Moretti si è visto costretto ad abbandonare la festa scortato dagli agenti della polizia, intervenuti per impedire eventuali aggressioni all’Amministratore Delegato. Un altro ferroviere, macchinista Rappresentante per i lavoratori alla sicurezza, a causa della stessa diffida, era stato costretto ad abbandonare l’incarico di consulente di parte nell’incidente probatorio. Riccardo Antonini è stato licenziato per aver voluto mettere le sue competenze a disposizione dei familiari delle vittime della strage di Viareggio, per la verità e la giustizia. Il suo licenziamento è una palese rappresaglia contro l’impegno politico e sociale di un lavoratore. Al tempo stesso il suo licenziamento è una minaccia, una intimidazione contro tutti coloro che sui posti di lavoro si battono per la sicurezza dei lavoratori e dell’ambiente. Per questo Riccardo non va lasciato solo e deve avere la solidarietà di tutti i lavoratori del nostro paese. Ricordiamo ancora che il 6 Dicembre 2012 c’è stato in Versilia uno sciopero generale di solidarietà a Antonini, con una manifestazione, a cui hanno preso parte oltre mille cittadini e lavoratori. A questa importante giornata di lotta si sono aggiunte le prese di posizione all’unanimità del Consiglio Provinciale di Lucca e dei consigli comunali di Viareggio e di tutti i comuni della Versilia. Inoltre, i ferrovieri hanno protestato contro il licenziamento di Riccardo con assemblee, cortei e occupazioni di binari. Persino un intercity è stato cancellato per le proteste. La Cassa di Solidarietà tra ferrovieri contribuisce a sostenere economicamente i ferrovieri colpiti o licenziati per rappresaglia politica dalle Ferrovie italiane. Ancora una volta la solidarietà di classe tra lavoratori è molto forte, e questa, che esiste oggi tra i ferrovieri italiani, è un esempio per le altre categorie, perché i lavoratori nel prossimo futuro dovranno far tesoro di queste esperienze se vorranno metter in campo lotte dure e vincenti, senza le quali non è possibile vedere futuro. Mauro Moretti che si arroga il diritto di licenziare Antonini è indagato per delitto colposo per la strage di Viareggio! Durante la sua dettagliata esposizione dei fatti, Antonini ha mostrato una grande umanità. Ha colpito in particolare quando ha raccontato che, ricevuta la diffida dall’azienda, fu consigliato da alcuni familiari delle vittime di lasciar perdere la sua consulenza di perito, per evitare di essere licenziato. Riccardo allora ha risposto a quei familiari che le vite che i loro cari hanno perso valgono molto di più del suo posto di lavoro, dimostrando una umanità e una solidarietà che solo un lavoratore, un comunista, uno che ha sempre lottato per la sua classe può saper dare. Per questo Riccardo siamo solidali con te, perché la tua lotta è quella di tutti noi lavoratori che desideriamo vivere in sicurezza, in un mondo più giusto, senza profitti, senza sfruttati e sfruttatori.